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Le vostre lettere

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Salve,

mi chiamo Emina e sono una cittadina bosniaca residente in Italia da ormai quindici anni. Prima di tutto vi faccio i complimenti per la trasmissione che seguo obbligatoriamente. Mi sono sempre piaciuti tanto i vostri documentari sulla Bosnia, una terra a me tanto cara, ma in cui per una miriade di motivi non posso tornare a vivere.
Anche oggi, 21 novembre, sono rimasta molto compiaciuta dal modo in cui avete parlato del Bajram, che è finito pochi giorni fa. L’Islam viene sempre associato a terrorismo, maltrattamento delle donne e burqa. Bisogna sfatare questo mito. Io sono musulmana, e sono fiera di esserlo. Lavoro, sono sposata con un bravissimo uomo. anche lui musulmano, che non mi ha fatto mai mancare nienete e ho una bellissima bambina. Il fatto che una donna porti il velo non vuole dire che sia costretta a farlo, è una cosa che fa parte della nostra tradizione. Secondo il Corano la figura della donna è centrale nella famiglia, tutto gira attorno ad essa, che deve essere prima di tutto rispettata.
Purtroppo c’è tanta gente ignorante a questo mondo.
Mi sono accorta che ultimamente su alcuni telegiornali la parola “terrorismo”
viene sostituita da “Islam”.
L’Islam è una religione bellissima e molto spirituale che non ha niente a che fare con Bin Landen o Al Quaeda.
Vi scrivo questo lettera esclusivamente per ringraziarvi di come ne parlate voi, nel modo più corretto e bello possibile, continuate così’.

Cordiali saluti
Emina Nuhiji

Buongiorno,
mi chiamo Gabor Nagy e sono Ungherese.Premettendo che il Vostro programma mi piace molto e lo trovo di grande utilità,vorrei comunque chiederVi una retifica sul servizio del 24 ottobre di Luca Giudiceandrea sui rom in Ungheria.
Quello che avete detto non è del tutto esatto e vi prego di comprendere quello scrivo per quello che è, e non per una presa di posizione Mia personale. Dovete sapere che “l’odio razziale” nei confronti dei rom in Ungheria risale storicamente a centinaia di anni fa e i principali motivi della “loro” discriminazione nel lavoro e nella società ha motivazioni tangibili. Siccome vi piacciono tanto i numeri vi dico che è vero che più del 10% dei rom è senza lavoro,ma allo stesso tempo sono le famiglie più numerose nella media. Questo perchè lo Stato dà un sussidio mensile pro capite per ogni figlio sotto i 18 anni(25.000 HUF mensili perogni figlio),un sussidio scolastico(libri mensa 10.000 HUF per studente),sussidio sanitario (non mi ricordo esattamente) , affitti agevolati in case comunali (in media il 40% in meno di un Ungherese a parità di condizioni) e cosi via (leggi residue del comunismo).Se consideriamo uno stipendio medio di un lavoratore dipendente in 100.000 HUF mensili (in base al cambio valuta 400/320 €mensili) e che per mangiare bastano 5€ al giorno per 3/4 persone… fate Voi i conti i rom ungheresi sono a loro volta una comunità chiusa che non vuole interferenze di “estranei”, sfrutta a pieno gli ammortizzatori sociali, parlano nella loro lingua (alcuni non parlano proprio ungherese) e si sentono discriminati???
Mi dispiace che questa lettera sia diventata uno sfogo,ma questa è la realtà piu di quanto descritto nel Vs servizio,dove sembrava che la brava gente ungherese sia razzista (magari lo è) senza motivo.
Vorrei tanto una rettifica da perte dell’autore del servizio perchè in quanto Ungherese mi sono sentito offeso in più parti del servizio mandato in onda e vorrei che in un futuro se preparate un servizio sulle realtà straniere di essere un pò più neutrali.
Grazie Distinti saluti
Gàbor Nagy

Gentile sig. Nagy,
molte grazie per l’attenzione che dedica alla nostra trasmissione “Estovest”; grazie anche per le Sue osservazioni, alle quali volentieri rispondo.
Non mi sembra di avere detto (o fatto capire) nel mio servizio che gli ungheresi sono razzisti; tantomeno ho parlato di “odio razziale”. Ho riferito, e senza particolare enfasi, delle violenze nei confronti dei rom e del successo del partito nazionalista Jobbik, dando poi la parola ad un osservatore internazionale, il sig. Kaltenbach, del Centro europeo per i diritti dei Rom. Mi sembra una fonte qualificata e non sospettabile di partigianeria.
Non sono in grado di confermare o smentire l’entità dei sussidi statali dati ai Rom, da Lei citati. Ho riportato la testimonianza di un “capofamiglia” che ho incontrato e intervistato personalmente, che parla di “100 euro al mese di contributi”. Non ho motivo di dubitare della sua testimonianza. I dati sulle (presunte) discriminazioni dei Rom nelle scuole ungheresi mi sono stati forniti dalla funzionaria della commissione parlamentare. In base a quanto ho visto con i miei occhi, le famiglie rom a Gyöngyös e a Gyöngyöspata vivono in condizioni assai misere.
Per evitare luoghi comuni e per cercare di dare un quadro differenziato della condizione dei Rom in Ungheria, ho cercato di dare spazio anche a storie  “positive”, come quella della giornalista Elza Lakatos. So bene che il mio servizio ha dei limiti, se non altro per il fatto che ho visitato solamente due paesi e un quartiere della capitale Budapest abitati da rom. D’altra parte, questi erano i limiti, temporali e organizzativi, ai quali ho dovuto attenermi.
Mi dispiace che Lei si sia sentito offeso, come ungherese; ma francamente non vedo come le mie parole possano aregliene dato motivo.
Resto a Sua disposizione per eventuali altri chiarimenti.
Grazie ancora e buon lavoro,
Lucio Giudiceandrea
Rai Bolzano

Cari Amici,

Vi mando un bel articolo (http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=8241730) sul famoso orso Wojtek, soldato del 2o Corpo d’armata polacco e la mia 22a compagna fornimento artiglieria, che ho trovato fortunatamente nell’internet.Cordiali saluti Wojtek “piccolo” Narebski
PS. Battaglione (che nelle nostre e non soltanto nostre forze armate riguarda solo la fanteria) e’ uno sbaglio ma generalmente l’articolo è piuttosto vero.

Spettabile redazione,

sono un’assidua telespettatrice dei programmi regionali e in particolare della Vs. trasmissione che, talvolta per motivi di orario, mi rammarico di non poter seguire.La scorsa settimana ho atteso ed ho potuto assistere ai servizi su Leopoli e su Niedzica: mi interessavano particolarmente perchè ho visitato, nell’agosto 2007, entrambe le località.Per quanto riguarda il castello di Niedzica non ho nulla da ridire, mentre mi ha molto deluso il reportage su Leopoli, che era anche cil motivo principale del mio interesse. Infatti  preliminarmente non  è stata presentata in alcun modo la città – che ha circa 900.000 abitanti – ,  e che per gli eventi bellici della II guerra mondiale poteva evocare un ricordo, seppur doloroso, negli Italiani e nei Friulani  e che in tempi più rcenti – come ho potuto osservare già dal 2007- ha collegamenti con l’Italia visto che  è  già stata “colonizzata” dalla Banca Unicredit ed è candidata per gli Europei di calcio del 2012. Inoltre, per riferirmi al merito del servizio, non è stata data alcuna informazione sul perchè, proprio a Leopoli, ci fossero più fedi religiose  – tra l’altro non è stata neppure citata la minoranza armena che ha una sua chiesa di importanza storica, tuttora frequentata -, la questione degli Uniati è stata appena accennata – è  vero che i tempi televisivi spesso non consentono dissertazioni approfondite… tuttavia una spiegazione più adeguata non sarebbe stata sgradita visto che ai più credo siano sconosciuti gli Uniati -,  non è stato messo in risalto che nel 1937 su 330.00 abitanti  -circa un terzo della popolazione censita- erano Ebrei, ma cosa più grave è stato asserito che tra le diversi fedi religiose esiste un dialogo religioso.  Non mi risulta, a meno di un miracolo, che ci sia e soprattutto non c’è tutta questa benevolenza specie nei confronti degli Ebrei: ho potuto constatare di persona che invece permane un clima di antisemitismo, neppure troppo strisciante. Due anni fa statavano restaurando l’unica sinagoga rimasta dopo la II guerra mondiale, gli operai erano chiusi a chiave all’interno di essa per evitare violenze e comunque erano evidenti i segni delle intimidazioni perchè la facciata, appena dipinta di giallo, aveva un’inequivocabile traccia di un “proiettile” di vernice azzurra, lanciato dalla strada, attrverso il cancello- ovviamente rigorosamente chiuso- . Inoltre,  anche dalla testimonianza di una sopravvissuta ebrea, rientrata dopo il 1991 in Ucraina,  ho constatato che l’antisemitismo fa ancora parte integrante del Paese, avendolo notato anche altrove.
E’ vero che  ho riferito di una esperienza,  acquisita in un arco di tempo limitato, ma mi aspettavo, appunto, che da un reportage giornalistico -degno di questo nome- ci fosse un’attenzione maggiore e meno  superficialità nel fare delle affermazioni sulle interrelazioni tra le fedi religiose di Leopoli:  proprio per questo motivo la delusione è stata più grande.

Cordiali saluti

Paola Stufferi

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Reputo che sia una trasmissione molto interessante, poichè sono venuta a conoscenza di notizie che di solito non si interessano altri programmi, sia di altre culture e avvenimenti di popoli tra l’altro vicini a noi.

Vi seguo tutti i sabati a presto e buon lavoro.


Anna.

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Cara Redazione,
Mille grazie per la nuova testimonianza del loro interesse dei gravi problemi e tragici avvvenimenti del mio paese durante ultima guerra mondiale – questa volta quello di Katyn.
Cari saluti
Wojciech Narebski

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Gentili Signore e Signori,

Sono tanto grato per il bellissimo filmato dedicato alla fratellanza d’armi italo-polacca durante la campagna adriatica 1944 ed alla secolare amicizia della nostre due nazioni fraterne, documentata e rinforzata col sungue dei eroi italiani e polacchi caduti nella lotta per la vostra e nostra liberta sulle nostre e vostre terre.

Siccome, purtroppo, ho potuto vedere il filmato soltanto presso un mio amico (anche ex’soldato del 2o Corpo polacco Tomasz Skrzynski che era uno dei primi soldati polacchi e italiani della 2a Comagnia Commando di entrare Ancona) che ha l’antena satellitare, sarei tanto grato.se loro potessero spedirmi questo filmato registrato sul DVD.

Devo sottolineare che questo filmato e di gran valore documentario non soltanto per me ma, anzitutto, per l’Associazione dell’Amicizia Polacco Italiana a Olkusz (del quale sono vicepresodente) che porta il nome di Francesco Nullo e costode piamente la tomba di questo eroe delle nostre due nazioni., presentata insieme col muro della memoria alla fine di questo tanto importante filmato documentario.

Con distinti ed amichevoli saluti ed auguri,

Wojcech Narebski

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Egregi Signori,
Vorrei sopratutto ringraziare del vostro lavoro che presenta in modo interessante i problemi, successi, cultura, passato e prospettive per il futuro del’Europa centrale e orientale. Complimenti – dal mio punto vista, naturalmente molto subiettivo i programmi ‘Estovest’ sono fatti con buona conoscenza della zona e con obiettivismo.

Se c’e qualcosa da lamentare e ora di emissione – sabato mattina non e un orario fortunato -e piuttosto adeguato ai programmi per i piu giovani come cartoni animati. Una orario di pomeriggio sarebbe migliore tanto sia per la percezione dei programmi come per la disponibilita del tempo libero

con cordiali saluti dalla Polonia

dott. Tomasz Walczyk


Grazie per le vostre ottime trasmissioni, che dimostrano che il Servizio
pubblico può esistere e che può valere la pena pagare un canone.
Spero che possiate riprendere l’attività il prossimo autunno.
Buone vacanze.

Marco Fella
Piossasco (To)

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Ringrazio, a nome di tutta la Comunità, la vostra redazione per il bel servizio andato in onda oggi su Piemonte d’Istria che in molti abbiamo seguito con commozione.
Franco Biloslavo
Comunità di Piemonte d’Istria


Spett.le Redazione di EstOvest

oltre ai dovuti complimenti per il vostro programma aggiungerei quelli per il sito davvero interessante, ma
mi chiedo se esiste la possibilità di visionare le puntate non viste in tv in replica o ancor meglio sul sito:
esiste questa possibilità come per alri programmi rai oppure in futuro è previsto qualcosa?
Prego darci buone notizie 😉
p.s. questo sarebbe interessante anche per tutte le altre rubriche dei tgr, davvero, secondo noi, i migliori prodotti della nostra televisione.
Grazie da Angelo e Daniela


Salve,vi scrivo perché sto girando un documentario sulla radio “Oggi in Italia”. Ho visto il vostro servizio su Rai 3 e l’ho trovato molto interessante anche perché sto studiando l’argomento da anni. Cordiali saluti, Claudia.

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Ho visto la puntata di Estovest del primo marzo 2008 e ho ascoltato l’intervista e la musica di un musicista (chitarrista) macedone. Mi è molto piaciuto, ma non sono riuscito a scriverne il nome. Gradirei avere notizie in merito, anche ad eventuali album da lui pubblicati.Vi ringrazio cordiali saluti.. Luciano.
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Buongiorno a tutti,
Mi chiamo Alice Miglioli e sono una fostra fedele spettatrice. Volevo complimentarmi con voi per la ricerca di un punto di vista obbiettivo sull’area balcanica, a me molto cara e conosciuta personalmente a fondo. Sui Balcani sono state dette molte bugie, a seconda degli interessi stranieri predominanti, ma finalmente la verità sembra venire piano piano a galla, anche se le posizioni ufficiali del nostro caro stato italiano non fanno che confermare l’ottusità opportunistica che lo ha caratterizzato fino ad oggi. Mi riferisco principalmente alla grave situazione Kossovara, ma il discorso può allargarsi a tutti i meccanismi che hanno fatto dei Balcani un agglomerato di stati insignificanti ed instabili, preparati a doc per eventuali colonizzazioni (ormai solo commerciali, se SOLO si può dire) straniere, capitaniate in primis dalla Germania che non ha mai retratto i suoi artigli da Croazia e Slovenia, ma anche l’Italia non è certo da meno.
Insomma, volevo ringraziarvi della vostra obiettività, cosa non facile da trovare nei giornalisti italiani, e che dimostra quanto voi, a differenza di molti ciarlatani vostri colleghi, conosciate da vicino la situazione est-europea.
Grazie davvero per quello che fate.
Alice
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Gentillismi,
sono un vostro assiduo telespettatore. Adesso mi trovo in Bulgaria…esattamente nella citta’ costiera di Varna. Mi piacerebbe soltanto sapere se avete intenzione di fare un servizio da queste parti. Il mio nome e’ Antonio Martone, ho 24 anni ed ho appena finito l’universita’ in Italia. Attualmente sto prendendo parte al progetto di Servizio Volontario Europeo. Esattamente due anni fa ero in Polonia, nella citta’ di Cracovia per il programma Erasmus, ed ho partecipato al vostro servizio riguardante la Polonia mandato in onda esattamente il 20 maggio 2006. Mi chiedevo se fosse possibile ripetere l’esperienza…
Distinti SalutiAntonio Martone.


Mi chiamo Aleksa Korolija e 20 anni fa sono nato a Belgrado.Con l’inizio della guerra nel 1991 mi sono trasferito con i miei genitori in Italia cerca di un futuro migliore. Attualmente abitiamo in un piccolo paese della sonnolenta provincia bresciana dove tra alti e bassi abbiamo cercato di integrarci il più possibile. Inutile dire che i primi anni è stato molto difficile sia per me che per i miei genitori. L’atmosfera alle scuole elementari era piuttosto ostile nei miei confronti, ero sempre additato come il ”serbo genocida”. Crescendo ho imparato a difendermi con le parole e a rispondere alle provocazioni con idee di uguglianza e libertà. Sono riuscito a formarmi una piccola compagnia di amici che per lo più non sanno dove si trova o com’è il mio paese e la mia città di origine. La mia famiglia è abbastanza conservatrice per cui in casa si parla esclusivamente serbo; sono molto grato alla mia famiglia di questo:ho la possibilità di imparare da due culture, quella italiana e quella serba, e, attingere il meglio dell’una e dell’altra. Attualmente frequento il secondo anno di Architettura al Politecnico di Milano e gli studi non lasciano molto tempo alla lettura. Sogno di diventare un grande architetto un giorno e di riunire nelle mie architetture l’Occidente a cui sono grato per le possibilità e L’Oriente a cui appartengo. La mia famiglia e io torniamo molto spesso ”giù” (come direbbero i miei pochi amici) a Belgrado, dove vive ancora la nonna materna. Devo confessare che quando parto e lascio l’Italia non lo vorrei fare ma, quando arrivo nella città in cui sono nato, in cui sono nati i miei genitori e i loro genitori molto tempo prima, sento un forte senso di appartenenza a quel mondo a quella cultura; è come se un forte istino atavico prevalesse su tutto il resto. Belgrado è una grande città e, soprattutto, una bella città…. nonostante le ”nuvole nere” che negli anni Novanta si sono addensate sui suoi cieli, nulla riesce a scalfirne lo spirito, quello charm un pò esotico, le faccie allegre e Amo molto perdermi tra i volti e le strade della mia città ed è un’emozione sempre più forte per me. D’altro canto però mi assale un senso di nostalgia e di estraniazione: mi rendo conto che non sono né di qua né di là: in Italia sarò sempre Aleksa Korolija, lo staniero venuto da chi sa quale paese, mentre in Serbia sono un ragazzo ”fortunato” sfuggito alle miserie, alle code per il pane, alla mancanza di corrente… Tra color che son sospesi, Alighieri docet.
Questa lunga e-mail perchè, vi chiederete voi signori! Sono un fedele spettatore del vostro programma e di ”Levante”, che reputo tra i programmi più educativi e di qualità del mondo via etere.Ogni sabato voi portate nelle case degli italiani un pò di quel mondo ai più sconosciuto, diventando così un faro di civiltà e di integrazione fra culture, parole queste, oggi un pò abusate.Vi sono riconoscente proprio perchè presentate i popoli balcanici con dignità e rispetto, infrangete il pregiudizio che tutti noi siamo spacciatori e assassini; non ci legate alla parola <<strage>> o <<guerra>> ma mostrate di noi un ‘immagine umana perfettamente fedele alla realtà. Oltre a farvi i complimenti per la trasmissione e a confessarvi la mia ammirazione per il lavoro che fate, vorrei offrirvi la mia collaborazione. Una collaborazione disinteressata, con il solo scopo di diffondere messaggi di cultura, di uguaglianza e di libertà. Vorrei essere per voi un intermediario, una testimonianza del lavoro e del successo che riscuotete. Siete stati ispiranti per me e mi avete fatto sentire spesso orgoglioso di essere serbo, quell’ orgoglio che si andava affievolendo ogni volta che qualche bollettino di guerra attraversava l’Adriatico. Vi chiederei di non cestinare questa lunga e sincera mail e di prendere in seria considerazione un ragazzo che oscilla tra EST e OVEST.
Porgo distinti saluti,
Aleksa K.
..

….
Carissima redazione, vivo all’estero da anni ed ho seguito con piacere le puntate di estovest quando ancora questo era un appuntamento regolare anche in internet. L’anno scorso avete eliminato il broadcasting (vedo che anche puntate che sono state premiate non sono visibili via internet). Ora il servizio funziona a singhiozzo. Per esempio tutte le puntate di novembre e dicembre non sono visibili in rete. Sarà possibile anche per noi residenti all’estero poter vedere dei servizi giornalistici di buona fattura o dobbiamo sempre e solo accontentarci della TV nazional-popolare? (da 20 anni mi rifiutio di installare la parabola) ….


Salve. Mi sono perso la puntata del 22 dicembre…esiste in internet un indirizzo dove posso scaricarla? Se dalla vostra home clicco su “Tutti i video di est ovest” mi da errore.Grazie mille.
Saluti e auguri Mauro .


Dear crew of Estovest i am writing from Argentina,
sorry but i cant write in italian, i would to like to
know when cain i see the program about Bosnia and
Kosov again?, i saw the dossier this morning, december
30 at 9 am, and i would to like to see it again,
please do you repeat the program again?, i am waiting
your answered, cristian from Argentina.


Buongiorno,
Io e mia moglie Cecilia, ci vogliamo innanzitutto complimentare per la trasmissione; ma anche lamentarci con chi di dovere (non crediamo la vostra redazione), per l’orario in cui vengono trasmessi programmi come il vostro. Invece di farci sorbire tanti giochini milionari, sceneggiati vari ed altri programmi futili, sarebbe importante vedere e conoscere tramite programmi come il vostro realtà così vicine ed al tempo stesso incredibili per chi informato. In particolare ci avevano informato che sarebbe andato in onda anche un servizio da Krizevci (Croazia) sull’asilo Raggio di Sole, che attraverso l’associazione Solidarietà da anni sosteniamo. Andrà mai in onda ?? Grazie, ancora complimenti ed auguri di un anno 2008 ricco di soddisfazioni per il vostro lavoro (compresa una programmazione più consona ai temi trattati).


Per cortesia volevo notizie sulla possibilità di poter scaricare le puntate del programma ESTOVEST, ne sarei interessato per motivi di studio, ho notato che diversi altri programmi sono possibili da scaricare, proprio per l’importanza  di carattere infomativo – sociale – culturale ve ne sarei infinitamente grato se riusciste a realizzare tale servizio. In attesa di risposta di ringrazio anticipatamente, cordiali saluti. Mario.


Egregi Signori,
sono vostro telespettatore da Cracovia in Polonia. Vorrei esprimere il mio grande piacere di seguire le puntate del Estovest. Per me e molto interesante di conoscere come la mia patria e vista dal’esterno, dal posto che da una parte e distante dal opinione pi difusa nel mondo qundi quella anglo-americana, ma da altra parte e la zona con la quale la mi citta aveva storia commune come la parte della stessa monarchia austro-ungherica. Complimenti per le scelta tematica ma sopratutto obiettivismo e conoscenza della situazione sociale, politica e cullturale della Polonia. Se posso lamentare a qualche cosa e orario delle puntate: stare a casa verso 11:15 di sabato mattina non e sempre facile se possibile. Secondo la mia opinione  un orario di pomeriggio potrebbe anche aumentare nummero di telespettatori. E come mai da due settimane non si vedono piu programmi girati in Polonia? Peccato, veramente e pecato.Spero che nel futuro si potra vedere altre puntate dedicate al mio paese e vostri giornalisti verrano di nuovo in Polonia come 70 anni fa la nave-leggenda polacca il “Batory” e venuta dai cantieri di Monfalcone a Gdynia.
con i saluti cordiali

Dear Mr giornalists,I am a new student of Italian and have been following the Estovest series recently as a ‘training exercise’.  I especially liked your programs concerning Poland, your ideas on the topics you show and the very interesting way you do it. I hope to see more of your programs very soon. Greetings from Poland Kamil Wochna

Buongiorno,
vi scrivo per chiedere se avete parlato in qualche puntata passata della Repubblica del Montenegro.Ho passato le mie vacanze in questo neonato stato nel 2007 ed ho notato la sua voglia di crescere e qualche sua contraddizione. So che si tratta di un paese in rapido avvicinamento all’Europa seppure con qualche difficoltà data dalla separazione dalla Serbia, che come tutti sappiamo è ancora “vista male” dalla comunità internazionale in quanto ritenuta responsabile delle guerre del passato.Certo di una vostra risposta, sul fatto se avete parlato o se parlerete del Montenegro, vi porgo distinti saluti. Claudio Di Palma